Fondo di solidarietà per coniugi separati. Se l’ex non paga il mantenimento, ci pensa lo Stato.

Fondo di solidarietà per coniugi separati.

fondo di solidarietà

Se un ex coniuge non versa all’altro l’assegno di mantenimento, fino a poco tempo fa all’ex moglie o all’ex marito non restava altro che rassegnarsi a non vedere, almeno per quel mese, i soldi dovuti.

Ora, con il Fondo di solidarietà per coniugi separati, in alcuni casi interviene lo Stato con un fondo del valore di 750 milioni di euro per la durata di due anni.

Il fondo di solidarietà per coniugi separati, come si legge nel testo del decreto, è indirizzato alle persone bisognose separate. Per accedere ai contributi è necessario quindi:

Avere figli minorenni o maggiorenni con handicap grave;
non aver ricevuto l’assegno periodico di mantenimento dall’ex coniuge nonostante questo fosse tenuto a darlo;
avere un Isee uguale o inferiore a 3.000 euro;
aver già tentato – senza successo – di recuperare l’assegno dall’ex coniuge.

Non ne potranno usufruire né le persone divorziate, né i partner delle unioni civili, nè coloro che, pur trovandosi in una difficile condizione economica, non abbiano figli con handicap a carico.

Al fondo può accedere solo chi non ha ricevuto il pagamento dell’assegno di mantenimento dopo l’entrata in vigore della legge, cioè successivamente al primo 1 gennaio 2016. La misura riguarda sia chi ha ricevuto solo una parte della cifra dovuta, sia chi non ha ricevuto l’assegno.

L’importo del contributo varia in proporzione al disagio economico del richiedente. Ma in nessun caso l’anticipo potrà superare la cifra massima dell’ “assegno sociale” e cioè 448 euro al mese.

Le domande per accedere al fondo devono essere presentate presso le cancellerie dei tribunali dove ha sede la Corte d’appello del capoluogo della regione in cui risiede la persona che intende farne richiesta. Per la Sicilia, il tribunale di Palermo e Catania.

Per richiedere allo Stato di anticipare l’assegno di mantenimento è necessario compilare un modulo che si trova online sul sito del ministero della Giustizia.

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